In questa lunga notte ho visto due film molto vecchi.
Claretta,di Pasquale Squitieri, non è un film folgorante di modernità,eppure mi è piaciuto un pò, come vedere la famosa Nancy Brilli al suo esordio,che interpreta Miria, la sorella di Claretta Petacci da giovane.Momenti intensi di una trama cha alterna intervista e documentario,all'inseguimento di un certo lirismo che tende a scomparire e rimane solo, la sempre brava Claudia Cardinale.
Dicevo,non è folgorante come film,ma ci può benissimo folgorare, con Giuliano Gemma che coinvolge sempre lo spettatore,e ancor più il Regista che viene preso dalla cura dei dettagli narrativi e alla fine,nell'insieme, è piu vicino a uno sceneggiato televisivo.
Da rivalutare.
L'altro film che mi ha incantato è Il Prefetto di Ferro,sempre di Squitieri. Mi ha fatto superare una certa trasandatezza da divano,sai come quando sprofondi al cinema...dove immediatamente fori la poltrona (e non perche ti viene sonno). Diversamente dall'altro film,qui l'immancabile Gemma è molto bravo nel suo ruolo drammatico. Alcune scene forano diversamente,vieni bucato dagli occhi del protagonista,l'inflessibile prefetto Mori (Gemma),che in epoca fascista,affronta in Sicilia la mafia e il banditismo,mettendo a repentaglio la propria vita in una lotta forte contro alcuni notabili del regime coinvolti. Per dirla tutta,finale della storia con nomina a senatore e trasferimento.
Altro buco,resti forato dall'ambientazione,da un certo incanto dei luoghi,scenario spettacolare,una certa bellezza delle inquadrature,e anche qui ritroviamo la bella Claudia Cardinale.Debolezza,altro buco
emotivo-percettivo.
Il regista non vuole arrivare a un effetto,ma semplicemente realizza il suo desiderio di raccontare,come in molti altri suoi soggetti,e in questo caso ci riesce,ma in parte, come se fosse un'esperienza molto personale e riempie uno spazio che deve,vuole,può usare,al di là della Storia.
E dopo la lunga visone,casualmente,
leggo tra le notizie che il Regista presto,probabilmente,sarà alla Direzione della Festa (internazionale) del Cinema di Roma.
mercoledì, aprile 30, 2008
lunedì, aprile 28, 2008
Notti di terrore e racconti quasi perfetti
Cambio di stagione difficile,incerto,convulso,visionario.
Dopo la bella gita al mare di Venerdi,complici Fat e Amico-Faber & Co.,in queste notti,curando un lieve eritema solare,ho proseguito sino a tardi con la lettura di Kazuo (vedi archivio post). Brividi veloci nella Hailsham House e del suo vicino bosco,di cui si raccontano storie terribili. Ancora non ho capito bene dove vuole stringerci Kazuo,ma la sua strategia narrativa mi coinvolge,una ricostruzione che procede per tappe,e tra qualche pagina,forse,superiamo la linea,verso qualcosa di terribile e oscuro.Kazuo stà complottando.Sono pronto a ogni evenienza,Kazuo sembra ti metta addosso un panico da togliere il fiato,ma appena si arriva alla sottile linea,gli viene in mente un altro episodio,un altra intricata relazione tra i personaggi della vicenda. Ho già letto circa cento pagine,e per adesso non ha fatto centro,trama aggrovigliata ma non avvincente,ma proseguo nell'attesa di scoprire la svolta. Questi di Hailsham nascondono qualcosa...
Ancora disorientato con Kazuo,ieri ho comprato altri tre piccoli libri. Il primo è la raccolta di cinque racconti dello scrittore argentino Julio Cortàzar,che visse per molti anni a Parigi,e la lettura furtiva della long-short-stories,Il Persecutore,con la marchesa di Montparnasse e il mondo dei musicisti jazz, mi ha colpito subito. L'altro titolo è IslamPunk,del giovane Michael Muhammad Knight.Curiosando nello scaffale con Melo, mi sono trovato casualmente su questo volume,il titolo e poi la scoperta dell'inizio formidabile,giocando tra simboli-cose-idee punk, mi hanno spinto a sceglierlo. Per i reduci di Trainspotting.
E poi per ultimo,ho preso la ristampa tascabile di A Clockwork Orange,che l'Editore italiano ha proposto con il titolo famoso del film di Kubrick. Il volumetto è molto interessante perchè contiene anche un'intervista al regista,e leggendo l'ultima risposta,sulle posizioni politiche,noterete subito che potrebbe essere stata pronunciata ieri e non nel lontano 1980. Inquietante.Kubrick era troppo avanti.
Leggendo
PLAY > Fainst-Electro Mix Minimal (James holden,Audion,Huntemann,Bodzin...)
Dopo la bella gita al mare di Venerdi,complici Fat e Amico-Faber & Co.,in queste notti,curando un lieve eritema solare,ho proseguito sino a tardi con la lettura di Kazuo (vedi archivio post). Brividi veloci nella Hailsham House e del suo vicino bosco,di cui si raccontano storie terribili. Ancora non ho capito bene dove vuole stringerci Kazuo,ma la sua strategia narrativa mi coinvolge,una ricostruzione che procede per tappe,e tra qualche pagina,forse,superiamo la linea,verso qualcosa di terribile e oscuro.Kazuo stà complottando.Sono pronto a ogni evenienza,Kazuo sembra ti metta addosso un panico da togliere il fiato,ma appena si arriva alla sottile linea,gli viene in mente un altro episodio,un altra intricata relazione tra i personaggi della vicenda. Ho già letto circa cento pagine,e per adesso non ha fatto centro,trama aggrovigliata ma non avvincente,ma proseguo nell'attesa di scoprire la svolta. Questi di Hailsham nascondono qualcosa...
Ancora disorientato con Kazuo,ieri ho comprato altri tre piccoli libri. Il primo è la raccolta di cinque racconti dello scrittore argentino Julio Cortàzar,che visse per molti anni a Parigi,e la lettura furtiva della long-short-stories,Il Persecutore,con la marchesa di Montparnasse e il mondo dei musicisti jazz, mi ha colpito subito. L'altro titolo è IslamPunk,del giovane Michael Muhammad Knight.Curiosando nello scaffale con Melo, mi sono trovato casualmente su questo volume,il titolo e poi la scoperta dell'inizio formidabile,giocando tra simboli-cose-idee punk, mi hanno spinto a sceglierlo. Per i reduci di Trainspotting.
E poi per ultimo,ho preso la ristampa tascabile di A Clockwork Orange,che l'Editore italiano ha proposto con il titolo famoso del film di Kubrick. Il volumetto è molto interessante perchè contiene anche un'intervista al regista,e leggendo l'ultima risposta,sulle posizioni politiche,noterete subito che potrebbe essere stata pronunciata ieri e non nel lontano 1980. Inquietante.Kubrick era troppo avanti.
Leggendo
PLAY > Fainst-Electro Mix Minimal (James holden,Audion,Huntemann,Bodzin...)
mercoledì, aprile 23, 2008
Come abbiamo fatto a entrare qui?
Abbandonare i nostri sogni?
Ieri notte ho ripreso in mano la straordinaria raccolta di Tutti i racconti del grande scrittore inglese nato a Shanghai. J.G. scrive del nostro tempo,come un sociologo con una immaginazione eccessiva,non è fantascienza ma fantamente.
Nel racconto che ho letto ieri,"CUBICOLO 69" (Manhole 69),immaginiamo gli esiti di un esperimento condotto su un gruppo di tre persone,dopo il quale non potranno dormire nemmeno volendo.
E' un tema che ritroviamo in molte altre opere,ma qui l'intreccio narrativo,nella sua brevità,è splendido,e considerando che lo scritto è del 1957,risulta ancora fresco!
Insomma,mi è piaciuto e lascia un carico (fantastico) notevole di inquietudini.
Ho letto le 24 pagine freneticamente. Fossi stato al posto di Avery,Gorrell,Lang sarei rimasto ancora sveglio a leggere,bere,fumare,guardare la televisione,andare al Bob e l'indomani non sarei stato fuso.
Ma non ho subito nessun blocco delle sinapsi midollari che mi liberasse dall'arcaica palude chiamata sonno,dalla fuga in spettacolari sogni erotici.
Ventiquattr'ore piene da svegli!
Il racconto richiama molti altri riferimenti,dell'uomo che visse per quindici anni in isolamento ( e il pensiero ritorna a Into the Wilde) raccontato da Chechov,e si sviluppa sul tema della Mente-Inconscio-Realtà. E senza voler qui ridurre l'essenza e la piacevole complessità della vicenda,concludo dicendo solo che il finale è ancora più bello perchè approda al simbolismo fantastico singolare di J.G.:l'ultima porta sempre chiusa n.69,mutamenti spaziali,angusta cella (ricordate tutti quei film futuri chiusi in cubi variabili),la realtà che si modifica o viene modificata...
"Non è il sonno che temi di perdere,sono i sogni. Vuoi conservare il tuo posto in prima fila allo spettacolino."
Sono qui...adesso posso uscire.
Leggendo e ascoltando,
PLAY> DAFT PUNK - Steam Machine,
The Brainwasher, Nightvision
Ieri notte ho ripreso in mano la straordinaria raccolta di Tutti i racconti del grande scrittore inglese nato a Shanghai. J.G. scrive del nostro tempo,come un sociologo con una immaginazione eccessiva,non è fantascienza ma fantamente.
Nel racconto che ho letto ieri,"CUBICOLO 69" (Manhole 69),immaginiamo gli esiti di un esperimento condotto su un gruppo di tre persone,dopo il quale non potranno dormire nemmeno volendo.
E' un tema che ritroviamo in molte altre opere,ma qui l'intreccio narrativo,nella sua brevità,è splendido,e considerando che lo scritto è del 1957,risulta ancora fresco!
Insomma,mi è piaciuto e lascia un carico (fantastico) notevole di inquietudini.
Ho letto le 24 pagine freneticamente. Fossi stato al posto di Avery,Gorrell,Lang sarei rimasto ancora sveglio a leggere,bere,fumare,guardare la televisione,andare al Bob e l'indomani non sarei stato fuso.
Ma non ho subito nessun blocco delle sinapsi midollari che mi liberasse dall'arcaica palude chiamata sonno,dalla fuga in spettacolari sogni erotici.
Ventiquattr'ore piene da svegli!
Il racconto richiama molti altri riferimenti,dell'uomo che visse per quindici anni in isolamento ( e il pensiero ritorna a Into the Wilde) raccontato da Chechov,e si sviluppa sul tema della Mente-Inconscio-Realtà. E senza voler qui ridurre l'essenza e la piacevole complessità della vicenda,concludo dicendo solo che il finale è ancora più bello perchè approda al simbolismo fantastico singolare di J.G.:l'ultima porta sempre chiusa n.69,mutamenti spaziali,angusta cella (ricordate tutti quei film futuri chiusi in cubi variabili),la realtà che si modifica o viene modificata...
"Non è il sonno che temi di perdere,sono i sogni. Vuoi conservare il tuo posto in prima fila allo spettacolino."
Sono qui...adesso posso uscire.
Leggendo e ascoltando,
PLAY> DAFT PUNK - Steam Machine,
The Brainwasher, Nightvision
sabato, aprile 19, 2008
Impulsi primaverili
WE love shopping in delicatessen.
Abbiamo lasciato il Viale che porta al nostro Porto Immaginario e ci siamo diretti verso il Centro Commerciale,quando Fat mi ha fatto una domanda,e mentre rallentavo a uno stop ho visto il cxxx uscire da una strada laterale,l'altro lato degli incroci.
Faber ha capito male e ci aspetta invano in un altro Centro Commerciale. Il commento di Fat,lo stop,il cxxx,Faber con Lady-es e Helen che ci raggiungono nel giro di pochi secondi,mentre canticchio con le labbra un pezzo di qualche estate fà,dopo l'ossessione di ieri per un Terence trent D'Arby d'annata.
Siamo dentro il centro Commerciale.
Helen si guarda in giro,circondati da Lettori Dvd e Cd vecchi in offerta,e si chiede quale regalo per Charles. Un Hard Disk è ovvio,o quasi. Scherziamo.Stiamo curiosando,stiamo ridendo. Faber e Lady-Es ci superano :- Oh siamo qui per fare la spesa,non per curiosare ! -
-Rilassati-
e attraversiamo prima il reparto biancheria intima e poi ci togliamo qualche altra curiosità tra I Pirati dei Caraibi e Spider-Man in miniatura.
Alle mie spalle Faber mi porge un'orribile mutanda.
-Dove stiamo andando?-
-Salumi!!!-
Al primo scaffale a destra devo resistere all'impulso,solo due pacchi di grissini,mentre arriviamo al bancone salumi e formaggi. In quel momento Lady-Es scatta in avanti e si gira a guardare alla ricerca del semistagionato di Muretrue,ma subito l'addetta alla vendita ci propone qualcos'altro.Affettiamo e compriamo un po intontiti tutto quello che vogliamo. Sappiamo cosa stiamo prendendo.
Fat si gira e un colpo di salsiccia mi ricorda che devo avanzare. Facciamo una nuova inversione a U verso i salati,alla ricerca del grissino aromatizzato,lei ne và matta.
Giriamo un pò in tondo,per qualche altro reparto e andiamo dritti alle casse,di passaggio con Helen sfogliamo qualche libro in offerta,Kinsella è sempre scontata,mentre ripensansiamo agli ultimi dettagli per la Cena di stasera da Fat....
Play > OASIS - Wonderworld
Abbiamo lasciato il Viale che porta al nostro Porto Immaginario e ci siamo diretti verso il Centro Commerciale,quando Fat mi ha fatto una domanda,e mentre rallentavo a uno stop ho visto il cxxx uscire da una strada laterale,l'altro lato degli incroci.
Faber ha capito male e ci aspetta invano in un altro Centro Commerciale. Il commento di Fat,lo stop,il cxxx,Faber con Lady-es e Helen che ci raggiungono nel giro di pochi secondi,mentre canticchio con le labbra un pezzo di qualche estate fà,dopo l'ossessione di ieri per un Terence trent D'Arby d'annata.
Siamo dentro il centro Commerciale.
Helen si guarda in giro,circondati da Lettori Dvd e Cd vecchi in offerta,e si chiede quale regalo per Charles. Un Hard Disk è ovvio,o quasi. Scherziamo.Stiamo curiosando,stiamo ridendo. Faber e Lady-Es ci superano :- Oh siamo qui per fare la spesa,non per curiosare ! -
-Rilassati-
e attraversiamo prima il reparto biancheria intima e poi ci togliamo qualche altra curiosità tra I Pirati dei Caraibi e Spider-Man in miniatura.
Alle mie spalle Faber mi porge un'orribile mutanda.
-Dove stiamo andando?-
-Salumi!!!-
Al primo scaffale a destra devo resistere all'impulso,solo due pacchi di grissini,mentre arriviamo al bancone salumi e formaggi. In quel momento Lady-Es scatta in avanti e si gira a guardare alla ricerca del semistagionato di Muretrue,ma subito l'addetta alla vendita ci propone qualcos'altro.Affettiamo e compriamo un po intontiti tutto quello che vogliamo. Sappiamo cosa stiamo prendendo.
Fat si gira e un colpo di salsiccia mi ricorda che devo avanzare. Facciamo una nuova inversione a U verso i salati,alla ricerca del grissino aromatizzato,lei ne và matta.
Giriamo un pò in tondo,per qualche altro reparto e andiamo dritti alle casse,di passaggio con Helen sfogliamo qualche libro in offerta,Kinsella è sempre scontata,mentre ripensansiamo agli ultimi dettagli per la Cena di stasera da Fat....
Play > OASIS - Wonderworld
martedì, aprile 08, 2008
Disco primavera
La nostra Baia è in uno stato di continuo cambiamento.Tre giorni fà il sole era già molto caldo e i tavolini del BoogieVillea si riempivano di SuperCoppe a otto gusti per turisti simpatici,in taglie sovrappiù, e la bellissima voce di Duffy riaccendeva i fuochi ed è meglio di un depliant turistico.Tempesta di gelati. Altro segnale,tutti questi cd che riempiono le playlist di primavera,come un esplosione di fiori. Sono usciti il nuovo di Bugo,dei Kooks,di Erikah Badu,dei Rem,dei Tiromancino (live),dei Portishead (aspettando da un pò!),degli AIR con la ristampa di Moon Safari con inediti e un documentario ( da avere assolutamente).Passerò un intera giornata con un tubo di protezione più venti e dieci cd nel lettore,ritorno alla sabbia.Fà un certo effetto ascoltare le mutazioni rock del suono di Bristol nella riva di San Gemy,da provare. Tutti questi album vanno ascoltati e misurati in base al loro aderire o deviare da determinate circostanze e scenari.
E intanto gira nel lettore il nuovo di Moby (grazie Fat !),questi brani hanno uno scopo e il percorso (nel nostro immaginario metaforico) da seguire mentre lo ascolti,come i capitoli di una lunga notte bianca, è il seguente:due docce,comprare le sigarette,sembrare arrapato,beccare chi devi beccare,riempire il tempo prima di salutare il dj della serata,ballare,risa sguaiate,agitazione nei bagni,devi sistemare tutto,darsi una calmata....spuntino finale nell'appartamento di Mike,c'è sempre uno che si chiama Mike in queste notti,così come in cucina trovi sempre un paio di crackers da mettere sotto i denti :"Ooh,ooh fammi assaggiare un pò di quella.....",lasciare l'appartamento di Mike,rimettersi in strada e sbellicarsi dalle risate...
PLAY > MOBY - Last Night
E intanto gira nel lettore il nuovo di Moby (grazie Fat !),questi brani hanno uno scopo e il percorso (nel nostro immaginario metaforico) da seguire mentre lo ascolti,come i capitoli di una lunga notte bianca, è il seguente:due docce,comprare le sigarette,sembrare arrapato,beccare chi devi beccare,riempire il tempo prima di salutare il dj della serata,ballare,risa sguaiate,agitazione nei bagni,devi sistemare tutto,darsi una calmata....spuntino finale nell'appartamento di Mike,c'è sempre uno che si chiama Mike in queste notti,così come in cucina trovi sempre un paio di crackers da mettere sotto i denti :"Ooh,ooh fammi assaggiare un pò di quella.....",lasciare l'appartamento di Mike,rimettersi in strada e sbellicarsi dalle risate...
PLAY > MOBY - Last Night
sabato, aprile 05, 2008
L'estate degli Hollowblue
Ieri i Chemical e stanotte si cambia,una notte dedicata alla voce della brava Lara Martelli e al corpo (in senso musicale) degli Hollowblue. Stars are crashing (in my backyard) è un disco pieno di idee,di cose e di melodie che ricordano Bowie e Nick Cave. Le ballate We fall e No wings inside agitano le idee,si sovraimprimono a sequenze di piano anglosassoni familiari,ma qui Gianluca Maria Storace ( lead & backing vocals,acoustic & electric guitars,piano) è bravo e ci immergiamo dentro i piacevolissimi dodici pezzi pieni di immaginazione creativa.
Racconta la concretezza,talvolta quasi banale e il riferimento a uno sguardo,He comes for you,o a una voce,a un rumore,a una visione...he rides alone. Una specie di narrazione che non è racconto,ma è un sorvolare il mondo,un sorvolarlo vedendo più cose... Go,drive for a long,and you could reach where stars begin. To the rising moon. that was my life before yesterday (This Summer)...Perche non si è mai fermi,si è sempre in movimento e il racconto degli Hollowblue continua e ci riporta all'astrazione assoluta o a una concretezza (Stars are crashing in Mexico!). E con la bellezza del violino di Sarah Crespi e il violoncello di Ellie Young,è lo stupore della visione.
Ascoltando
PLAY > Hollowblue, Stars are crashing (in my backyard)
Racconta la concretezza,talvolta quasi banale e il riferimento a uno sguardo,He comes for you,o a una voce,a un rumore,a una visione...he rides alone. Una specie di narrazione che non è racconto,ma è un sorvolare il mondo,un sorvolarlo vedendo più cose... Go,drive for a long,and you could reach where stars begin. To the rising moon. that was my life before yesterday (This Summer)...Perche non si è mai fermi,si è sempre in movimento e il racconto degli Hollowblue continua e ci riporta all'astrazione assoluta o a una concretezza (Stars are crashing in Mexico!). E con la bellezza del violino di Sarah Crespi e il violoncello di Ellie Young,è lo stupore della visione.
Ascoltando
PLAY > Hollowblue, Stars are crashing (in my backyard)
mercoledì, aprile 02, 2008
Noi siamo la notte (Do it again)
Matthew non si è fatto tagliare i capelli ancora.
Sono al timone della C3-mobile,diretti verso il nostro Porto Immaginario,facciamo il giro delle 7,00 p.m.,e intanto sbocconcello le ultime novità per il mio caro Matthew,che se ne stà accoccolato al mio fianco,sullo stereo ritorna il The Best dei Groove Armada,e lui insegue con lo sguardo le più tettone della costa,a tratti appaiono e a tratti spariscono,dipende dagli incroci,-Guarda...- mi dice.Mi ci vuole un altra patente,quella per la guida coi cxxx.
E dei tagli estremi fanno a gara con i manifesti politici.
E' stato un giro pieno,qui sulla Costa orientale.
Un'ora dopo.
Uscito dalla mia camera da letto,mi dirigo a passo di marcia in Doccia.
Supero lo Stereo che amplifica la mia dose quotidiana di droga emotiva: inalo un pò di Chemical Brothers,We are the night,nervosetto per i troppi beat ripetitivi e già sentiti. Forse Il Critico aveva ragione,troppo spreco e nessun punto di forza in questo album. -Eh ma ci sono un sacco di collaborazioni!-
The Salmon Dance è bellina però,e cosi' attacco con lo shampoo,non ho nessun problema ad abituarmi al groove del pezzo che si aggiunge al liquido cremoso in nanoparticelle.
La mia testa cambia colore. Tutta l'atmosfera con la danza del Salmone diventa bizzarra.
Sento in me un tepore benefico -Hello boys and girls...my name is Fatlip... -e riprende il ritornello del pezzo.
Proclama un nuovo brand il mio Dj.Mah.
La traccia successiva è come guardare un video di un rave alla moviola.
Beh,però con A modern Midnight Conversation,ritorna la baldoria,mi sento raggiante,con questa salvano la situazione.
Mi faccio dondolare sotto il getto d'acqua,We are the night,dopo striscio fuori dal Box,gli echi della conversazione digitale allontanano il vapore.- Beh dai non suona cosi scarso !-
PLAY (repeat ,nella Doccia) > Chemical Brothers,We Are The Night
Aspettando di ascoltare il nuovo di Moby... (Oh Fat!? )
Sono al timone della C3-mobile,diretti verso il nostro Porto Immaginario,facciamo il giro delle 7,00 p.m.,e intanto sbocconcello le ultime novità per il mio caro Matthew,che se ne stà accoccolato al mio fianco,sullo stereo ritorna il The Best dei Groove Armada,e lui insegue con lo sguardo le più tettone della costa,a tratti appaiono e a tratti spariscono,dipende dagli incroci,-Guarda...- mi dice.Mi ci vuole un altra patente,quella per la guida coi cxxx.
E dei tagli estremi fanno a gara con i manifesti politici.
E' stato un giro pieno,qui sulla Costa orientale.
Un'ora dopo.
Uscito dalla mia camera da letto,mi dirigo a passo di marcia in Doccia.
Supero lo Stereo che amplifica la mia dose quotidiana di droga emotiva: inalo un pò di Chemical Brothers,We are the night,nervosetto per i troppi beat ripetitivi e già sentiti. Forse Il Critico aveva ragione,troppo spreco e nessun punto di forza in questo album. -Eh ma ci sono un sacco di collaborazioni!-
The Salmon Dance è bellina però,e cosi' attacco con lo shampoo,non ho nessun problema ad abituarmi al groove del pezzo che si aggiunge al liquido cremoso in nanoparticelle.
La mia testa cambia colore. Tutta l'atmosfera con la danza del Salmone diventa bizzarra.
Sento in me un tepore benefico -Hello boys and girls...my name is Fatlip... -e riprende il ritornello del pezzo.
Proclama un nuovo brand il mio Dj.Mah.
La traccia successiva è come guardare un video di un rave alla moviola.
Beh,però con A modern Midnight Conversation,ritorna la baldoria,mi sento raggiante,con questa salvano la situazione.
Mi faccio dondolare sotto il getto d'acqua,We are the night,dopo striscio fuori dal Box,gli echi della conversazione digitale allontanano il vapore.- Beh dai non suona cosi scarso !-
PLAY (repeat ,nella Doccia) > Chemical Brothers,We Are The Night
Aspettando di ascoltare il nuovo di Moby... (Oh Fat!? )
mercoledì, marzo 26, 2008
Passaggi Paesaggi (Lille-Paris)
Eyes wide open in France...
Qualche scatto dell'ultimo week-end con Mirto.
In ordine di post.
Lille,Colazione in Parvis Saint-Maurice,notte in Place Rihour. Sul Ponte on the road direzione Dover Port (la mattina prima).Altri dettagli a Lille.
PARIGI. La Grande Mosquèe. Jardin Des Plantes,Quais de Seine (Quai Saint Bernard).Rue Vieille Du Temple (Le Marais) by night.
Cocktails and Whisky nel pomeriggio in Place Igor Stravinsky (C.Pompidou).
Nella Butte MontMartre.
Colazione in Place de la Bastille. Nelle vie di MontMartre.
Crepes al Quartiere Latino.
Libri in Quai De Conti.
Pont Des Arts (The Dreamers).
Cafè De 2 Moulins (MontMartre,Amelie!!)
martedì, marzo 18, 2008
Scimmie e Amari
E Muchos con Dony e Little-Fabius,Venerdi notte,erano generosi nell'ordinare,doppio di tutto,e generosi nel versare amari.Al BoogieVillea.
E c'era musica,niente spiccioli per il jukebox,ma karaoke gratis per tutti. E se qualcuno cantava una canzone che non ci piaceva,non è che potevamo fare il giro dei tavolini e prendere a calci la fiancata dello schermo gigante finchè la musica non si interrompeva.
Molti cantavano,altri ridevano. A volte cantano una certa canzone solo per sentirsi le occhiatte addosso,altre le riascolti con piacere e qualche brivido,come quello della combriccola del Blasco.
Scusa Helen,mi ero dimenticato che non ti piaceva,o ti piace?
L'assordante musica da karoke,però tra di noi si beve doppio di tutto,triplo anche.Gli habituè di questi posti riservano sempre delle sorprese,non sembrano persone vere,sono dei personaggi,un pò come Dario il Grande...ma la storia qui non c'entra niente.
Il cantato diventa un rumore volatile e intorno mi piace sentirli parlare,sembra quasi che si venga qui solo per fissare le ragazze.
Una canzone fà "tra nuvole e lenzuola" e chiedo ad Helen di fare un pò di filosofia del linguaggio,semantica spicciola,intorno a quelle parole :- Ma sopra o sotto le lenzuola?..
Il Gatto mi ha mangiato la lingua.
Al bancone molti si mettevano a ridere,ridevano troppo,e poi quelle luci bianche e forti sparate negli occh:-Mi sà che faccio un salto a vedere se hanno bisogno di una mano -.
Quando le pasticche ci mettevano più del solito a fare effetto.
Intanto Little-Fabius,beveva doppio di tutto anche lui,e perlustrava il locale con lo sguardo in cerca di ragazze piccolette,magre,pelle chiara,capelli lunghi lisci e col caschetto. Ma qui,così,ne entrano di rado. E tra una cover e un negroamaro si intrattiene con noi. Dopo qualche bicchiere,doppio di tutto,ci sentivamo meglio,eravamo piu sciolti,parlando ci avvicinavamo,era sempre per colpa di Alfredo (la canzone) a tutto volume. Col trascorrere delle ore chi faceva il bis al microfono,il tono di voce si faceva sempre più stridulo e per raccontare dovevi strillare...Intanto Fat-Lizard,sull'altro lato del litorale,finiva di prendere a calcetti il pallone.
Ora tra il pubblico del locale le melodie si erano fatte più sciolte e verso l'una,quando stavo decisamemte meglio e avevo bevuto, non mi restava che augurare la buona notte,che alla fine della serata probabilmente si raddoppia...
***
Marc-Hendrix in queste sere ha messo su un disco,Scimmie d'Amore degli AMARI (vedi titolo post),una roba melodia super-pop più cantautorato da cameretta. Ma bello,e mi veniva da canticchiare mentre conversavamo.Capito,questo non è uno di quei gruppi che ti dicono quale posto occupa in classifica,se sale o scende,se lo metti tra i primi dieci,o gli ultimi cinquanta,non importa ora,non dai i numeri insomma. Ma ti concentri sulla trama,sulle parole,le sensazioni.E' Marzo,manca poco,fà caldo,lei se n'è andata,ora non voglio sentire Walking on my shoes. In qualche modo,probabilmente, questo Scimmie d'Amore si intona al mio umore.
Non è il migliore a solo di chitarra degli ultimi anni,ma uno dei cinque migliori cd di questo mese: ascolta Le gite fuori porta o 30 anni che non ci vediamo,Il raffreddore delle donne.... Non è che li preferisco,ma i testi sono belli,non saranno mai brutte emozioni...esagerando probabilmente...
Buon ascolto!
(Nota: Blog-racconto breve di finzione,qualsiasi riferimento a persone,luoghi esistenti o eventi realmente accaduti è del tutto casuale e frutto di immaginazione)
E c'era musica,niente spiccioli per il jukebox,ma karaoke gratis per tutti. E se qualcuno cantava una canzone che non ci piaceva,non è che potevamo fare il giro dei tavolini e prendere a calci la fiancata dello schermo gigante finchè la musica non si interrompeva.
Molti cantavano,altri ridevano. A volte cantano una certa canzone solo per sentirsi le occhiatte addosso,altre le riascolti con piacere e qualche brivido,come quello della combriccola del Blasco.
Scusa Helen,mi ero dimenticato che non ti piaceva,o ti piace?
L'assordante musica da karoke,però tra di noi si beve doppio di tutto,triplo anche.Gli habituè di questi posti riservano sempre delle sorprese,non sembrano persone vere,sono dei personaggi,un pò come Dario il Grande...ma la storia qui non c'entra niente.
Il cantato diventa un rumore volatile e intorno mi piace sentirli parlare,sembra quasi che si venga qui solo per fissare le ragazze.
Una canzone fà "tra nuvole e lenzuola" e chiedo ad Helen di fare un pò di filosofia del linguaggio,semantica spicciola,intorno a quelle parole :- Ma sopra o sotto le lenzuola?..
Il Gatto mi ha mangiato la lingua.
Al bancone molti si mettevano a ridere,ridevano troppo,e poi quelle luci bianche e forti sparate negli occh:-Mi sà che faccio un salto a vedere se hanno bisogno di una mano -.
Quando le pasticche ci mettevano più del solito a fare effetto.
Intanto Little-Fabius,beveva doppio di tutto anche lui,e perlustrava il locale con lo sguardo in cerca di ragazze piccolette,magre,pelle chiara,capelli lunghi lisci e col caschetto. Ma qui,così,ne entrano di rado. E tra una cover e un negroamaro si intrattiene con noi. Dopo qualche bicchiere,doppio di tutto,ci sentivamo meglio,eravamo piu sciolti,parlando ci avvicinavamo,era sempre per colpa di Alfredo (la canzone) a tutto volume. Col trascorrere delle ore chi faceva il bis al microfono,il tono di voce si faceva sempre più stridulo e per raccontare dovevi strillare...Intanto Fat-Lizard,sull'altro lato del litorale,finiva di prendere a calcetti il pallone.
Ora tra il pubblico del locale le melodie si erano fatte più sciolte e verso l'una,quando stavo decisamemte meglio e avevo bevuto, non mi restava che augurare la buona notte,che alla fine della serata probabilmente si raddoppia...
***
Marc-Hendrix in queste sere ha messo su un disco,Scimmie d'Amore degli AMARI (vedi titolo post),una roba melodia super-pop più cantautorato da cameretta. Ma bello,e mi veniva da canticchiare mentre conversavamo.Capito,questo non è uno di quei gruppi che ti dicono quale posto occupa in classifica,se sale o scende,se lo metti tra i primi dieci,o gli ultimi cinquanta,non importa ora,non dai i numeri insomma. Ma ti concentri sulla trama,sulle parole,le sensazioni.E' Marzo,manca poco,fà caldo,lei se n'è andata,ora non voglio sentire Walking on my shoes. In qualche modo,probabilmente, questo Scimmie d'Amore si intona al mio umore.
Non è il migliore a solo di chitarra degli ultimi anni,ma uno dei cinque migliori cd di questo mese: ascolta Le gite fuori porta o 30 anni che non ci vediamo,Il raffreddore delle donne.... Non è che li preferisco,ma i testi sono belli,non saranno mai brutte emozioni...esagerando probabilmente...
Buon ascolto!
(Nota: Blog-racconto breve di finzione,qualsiasi riferimento a persone,luoghi esistenti o eventi realmente accaduti è del tutto casuale e frutto di immaginazione)
venerdì, marzo 14, 2008
La canzone del canale
Quale canale?
Marc-Hendrix mi ha telefonato dopo che io avevo finito di ascoltare Iain Archer e me ne stavo seduto al Pc per ricatalogare,tutti questi fogli elettronici.Volevamo uscire,per raccontarci le strane e belle sensazioni dopo la visione di SONETAULA,e per riordinare quell'esperienza. Ma per qualche ora,ero ancora meravigliosamente sdraiato,nel lettore Magnetic North,e il mio corpo pareva un lunapark svuotato da poco. Chitarra acustica e voce d'Irlanda,un altro menestrello insomma.Iain Archer,memorizzate.
Mi mancava un pò il popcorn di Venerdi scorso,e dopo la discussione di Domenica notte,di come avremmo cambiato quella storia,racconto. Sono le notizie del nostro immaginario.
E con "Arriero" quasi me ne vado,mi addentro nella terra d'Irlanda che trasforma i respiri in nuvolette bianche,un'auto solitaria sbuffa nella brughiera,un altra terra senza gli ingorghi dell'ora di punta. Tra un paio di minuti Marc-and-Marc e io andremo a fare un giro,al termine della mia,nostra fantasia musicale,e ho persino qualche altro ricordo,e tutti questi ricordi girano attorno a un'automobile,l'unico posto dove talvolta sembriamo rilassati,là dove ti chiedi a cosa serve una certa fessura del cruscotto...
PLAY > IAIN ARCHER - MAGNETIC NORTH
Marc-Hendrix mi ha telefonato dopo che io avevo finito di ascoltare Iain Archer e me ne stavo seduto al Pc per ricatalogare,tutti questi fogli elettronici.Volevamo uscire,per raccontarci le strane e belle sensazioni dopo la visione di SONETAULA,e per riordinare quell'esperienza. Ma per qualche ora,ero ancora meravigliosamente sdraiato,nel lettore Magnetic North,e il mio corpo pareva un lunapark svuotato da poco. Chitarra acustica e voce d'Irlanda,un altro menestrello insomma.Iain Archer,memorizzate.
Mi mancava un pò il popcorn di Venerdi scorso,e dopo la discussione di Domenica notte,di come avremmo cambiato quella storia,racconto. Sono le notizie del nostro immaginario.
E con "Arriero" quasi me ne vado,mi addentro nella terra d'Irlanda che trasforma i respiri in nuvolette bianche,un'auto solitaria sbuffa nella brughiera,un altra terra senza gli ingorghi dell'ora di punta. Tra un paio di minuti Marc-and-Marc e io andremo a fare un giro,al termine della mia,nostra fantasia musicale,e ho persino qualche altro ricordo,e tutti questi ricordi girano attorno a un'automobile,l'unico posto dove talvolta sembriamo rilassati,là dove ti chiedi a cosa serve una certa fessura del cruscotto...
PLAY > IAIN ARCHER - MAGNETIC NORTH
domenica, marzo 09, 2008
The Barcellona Witch Project
Il Mistero della Palazzina.
Venerdi sera. Con Marc-Hendrix e Marc Hildeibb abbiamo combinato di andare a NEW-OR,vogliamo vedere Rec (di J. Balaguero e Paco Plaza).
A New-Or fà un freddo terrificante,la neve intorno e superate le montagne che si levano ripide e folte,abbiamo raggiunto il Grande Centro che contiene il Multiplex,resto impressionato dalla forte illuminazione bianca dell'atrio e dal grande box dove preparano giganteschi bicchieri di pop-corn e patatine rosse piccanti,è il luogo più meravilgioso dopo la sala delle proiezioni. Imponenti macchinari stracolmi scaldano quei cibi. Disordinatamente abbiamo fatto scorta e staccati i biglietti ci siamo spalmati nelle poltroncine.
Il Film.
La giovane cronista Angela con il cameraman Pablo,seguono una Squadra di Pompieri in un quasi fatiscente stabile di Barcellona,per soccorrere una vecchia inquilina in pericolo,durante l'intervento,intrappolati con gli altri condomini,la palazzina si trasforma in un inferno senza via di fuga.
E non dico altro,per non svelare dettagli della trama horrorifica.
Gli ingredienti del film sono perfetti,prendi la cinepresa digitale della Strega di Blair,togli il bosco,metti la Comunidad dell'intrigo all'ultimo piano con personaggi perfetti che riescono ad essere interessanti e un pò di umorismo quasi nero,e così la trama angosciante è pronta.
L'inizio intriga e non ingrana,ma la sequenza della prima mostruosa
condomina ci accontenta subito.Sarà per l'angoscia,ma i popcorn e le patatine piccanti finiscono subito. Ci vogliono liquidi.
Il Regista fà giocare Pablo con la handycam e il mistero si spiega solo nel finale,veramente bello (si fà per dire,cinematograficamente). Non è un gran film,l'horror ormai è sporco,ma alcuni dettagli,come le uscite della protagonista Angela (Manuela Vasco!),le efferate esagerazioni,la crudeltà e i brividi spezzati dalle nervose inquadrature,come per i jeans e le scarpe di Pablo (non lo vediamo mai,solo dalla cintola in giù),in definitiva ci regalano una storia non per gli appassionati del genere,ma interessante per noi piccoli spettatori teneramente spaventati.
...
Venerdi sera. Con Marc-Hendrix e Marc Hildeibb abbiamo combinato di andare a NEW-OR,vogliamo vedere Rec (di J. Balaguero e Paco Plaza).
A New-Or fà un freddo terrificante,la neve intorno e superate le montagne che si levano ripide e folte,abbiamo raggiunto il Grande Centro che contiene il Multiplex,resto impressionato dalla forte illuminazione bianca dell'atrio e dal grande box dove preparano giganteschi bicchieri di pop-corn e patatine rosse piccanti,è il luogo più meravilgioso dopo la sala delle proiezioni. Imponenti macchinari stracolmi scaldano quei cibi. Disordinatamente abbiamo fatto scorta e staccati i biglietti ci siamo spalmati nelle poltroncine.
Il Film.
La giovane cronista Angela con il cameraman Pablo,seguono una Squadra di Pompieri in un quasi fatiscente stabile di Barcellona,per soccorrere una vecchia inquilina in pericolo,durante l'intervento,intrappolati con gli altri condomini,la palazzina si trasforma in un inferno senza via di fuga.
E non dico altro,per non svelare dettagli della trama horrorifica.
Gli ingredienti del film sono perfetti,prendi la cinepresa digitale della Strega di Blair,togli il bosco,metti la Comunidad dell'intrigo all'ultimo piano con personaggi perfetti che riescono ad essere interessanti e un pò di umorismo quasi nero,e così la trama angosciante è pronta.
L'inizio intriga e non ingrana,ma la sequenza della prima mostruosa
condomina ci accontenta subito.Sarà per l'angoscia,ma i popcorn e le patatine piccanti finiscono subito. Ci vogliono liquidi.
Il Regista fà giocare Pablo con la handycam e il mistero si spiega solo nel finale,veramente bello (si fà per dire,cinematograficamente). Non è un gran film,l'horror ormai è sporco,ma alcuni dettagli,come le uscite della protagonista Angela (Manuela Vasco!),le efferate esagerazioni,la crudeltà e i brividi spezzati dalle nervose inquadrature,come per i jeans e le scarpe di Pablo (non lo vediamo mai,solo dalla cintola in giù),in definitiva ci regalano una storia non per gli appassionati del genere,ma interessante per noi piccoli spettatori teneramente spaventati.
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giovedì, marzo 06, 2008
Verso la cima




La conoscenza della storia è assolutamente inutile:basta essere brillanti e fare colpo. Questa non l'ho sentita dietro le quinte di qualche Talk-show di approfondimento,ma quando stavamo preparando intensamente gli esami...e vale sempre anche ora.LUI lo sa.
***
Domenica pomeriggio con Fat-Lizard,Charles & Helen e The BadLieutenant,abbiamo inaugurato l'escursione a piedi,in salita,intorno al promontorio into The Battery. Abbiamo preso le auto sino al grande piazzale che sovrasta la bellissima Cala,poi proseguito a piedi per la stradina scoscesa che conduce sul punto più alto,dove sono i ruderi delle postazioni militari. Fat si è fermato spesso per fare fotografie,Charles lo stesso,ma non scattava,lui baciava; erano entrambi degli esperti.
Mi rifiutavo di guardare il paesaggio a ovest,ammiravo l'infinito mare sull'altro lato,le montagne,ora non mi piacevano.
Ci siamo fermati in cima,di solito in posti così belli c'è sempre uno chalet dove vendono da bere.Zero.
Fat procede sicuro tra i rovi e le belle piante selvatiche ,il che dà a lui l'opportunità di tenerci una piccola lezione su come ci si apre un varco non avendo roncole o machete (machetes),sfruttando il proprio peso. - Strunca -.
Ancora qualche metro più avanti e ci siamo spostati sull altro piccolo altopiano,verso nord-est,Fat si è seduto su un arbusto che si è rotto,la via è libera.The BadLieutenant è molto attento,sicuramente cerca qualche pianta medicinale,e scaltro.
Quando ci siamo arrampicati lungo l'ultimo curva del sentiero stretto verso una piccola cima,ci siamo trovati improvvisamente sopra il mare,ma immersi nel verde.E c'è molto da vedere. Eravamo un pò stanchi,tuttavia nessuno se ne preoccupò,il sole ci colpiva rendendoci felici. Charles è il primo a scendere,dopo aver sollevato Helen con un braccio come mano che una rosa avrebbe colta.
Le montagne a ovest ci stanno davanti,abbaglianti,immense,nettamente delineate sullo sfondo del cielo azzurro,più bello della miglior fotografia. Mi toglie il respiro. Mi fà venire voglia di ridere.
E' l'ora del Thè o del gelato alla Baia,e ci avviamo giù per il passo.Sul pendio della gigantesca montagna gli alberi di Pino marino,lunghi raggi di luce si aprono il varco tra i rami,verso l'oscurità della sottostante gola,così anche Charles illumina Helen,innamorati.Procediamo oltre,un pescatore trasporta un secchio pieno nel piazzale della Cala, e siamo pronti a risalire in auto verso la gelateria...
PLAY >> EDDIE VEDDER - END OF THE ROAD
Con questo brano,per un momento ho perso completamente la testa.
venerdì, febbraio 29, 2008
Into the Cinema
Lunedi, ho visto Into the Wild,di Sean Penn.
Com'è difficile amare,scegliere e praticare il rischio della libertà. E com'è facile mettersi in viaggio,on the road,in fuga rinunciando irrimediabilmente alla carriera certa,ai legami,tagliando ogni contatto con la società alla ricerca della parte più vera di noi stessi.
Si svolge tra l'Alaska e il Messico,attraversando il Colorado (in kayak) e il South Dakota ,Into the Wild,di Sean Penn: racconta la storia del giovane Christopher McCandless,travolto da un esperienza-avventura-viaggio estremo fino ai confini delle immense terre dell'Alaska. Certo, la sua è una vicenda limite. Un lungo cammino in mezzo a squarci naturalistici sublimi,in un mondo separato e regolato dalle leggi della natura,attraversa gli stadi simbolici della conoscenza,come in un viaggio platonico all'indietro,verso le ombre primordiali della caverna,tracciando i percorsi di una possibile fuga e dominio dal proprio destino, la ricerca di un senso che può diventare ossessione e dal finale comunque tragico e fatale.
Christopher è diviso tra il ricordo doloroso della sua infanzia e la fedeltà totale all'idea di una possibile ricerca della felicità, e questa alla fine è il tema esplicito del film;della sua scelta che annulla,nega una cultura che ha creato la lista d'attesa(durata quattro anni) per discendere il fiume in kayak.
Le astrazioni spontane si aggrovigliano,durante la visione,e si chiarificano,annullano nella sublime fotografia degli spazi geografici.
E altro tema implicito,la paura,della solitudine. Un sentimento tenuto nascosto,incatenato e controllato attraverso l'incontro e la conoscenza degli altri: la giovane amica,gli amici operai dei lavori occasionali,il veterano in pensione.
Di questa paura nelle ultime sequenze,forse, si manifestano i sintomi.
La regia,in molti momenti, mantiene l'inquadratura quasi ferma sul volto del bravo Emile Hirsch,sottolinea l'ossessività di certi comportamenti,rituali,per portare in primo piano il senso profondo e silenzioso di quel che vediamo. Le splendide musiche di Eddie Vedder arricchiscono le immagini in perfetta sincronia,talvolta svolgono il contenuto,insieme alla voce fuori campo di una sorella abbandonata.
I continui flashback ci mostrano altre immagini,si tratta della memoria di fatti lontani nel tempo: di odio e violenza (psicologica) . Forse si tratta di quelle esclusioni-inclusioni che hanno indotto Christopher a sfuggire al proprio destino.
Il finale ci mostra un corpo alla deriva,forse sotto l'occhio di un dio quasi beffardo e sottile,e forte che affronta la fatalità imprevedibile di un tragico errore.Ma ci rimane impresso l'ultimo sorriso di Christopher,sotto il cielo dell'Alaska,che gli dà il piacere, la gioia, e una felicità così violenta,subitanea, assoluta che non passa...non c'è piu paura,ma "la felicità è reale solo se viene condivisa"....
Buona Visione.
Com'è difficile amare,scegliere e praticare il rischio della libertà. E com'è facile mettersi in viaggio,on the road,in fuga rinunciando irrimediabilmente alla carriera certa,ai legami,tagliando ogni contatto con la società alla ricerca della parte più vera di noi stessi.
Si svolge tra l'Alaska e il Messico,attraversando il Colorado (in kayak) e il South Dakota ,Into the Wild,di Sean Penn: racconta la storia del giovane Christopher McCandless,travolto da un esperienza-avventura-viaggio estremo fino ai confini delle immense terre dell'Alaska. Certo, la sua è una vicenda limite. Un lungo cammino in mezzo a squarci naturalistici sublimi,in un mondo separato e regolato dalle leggi della natura,attraversa gli stadi simbolici della conoscenza,come in un viaggio platonico all'indietro,verso le ombre primordiali della caverna,tracciando i percorsi di una possibile fuga e dominio dal proprio destino, la ricerca di un senso che può diventare ossessione e dal finale comunque tragico e fatale.
Christopher è diviso tra il ricordo doloroso della sua infanzia e la fedeltà totale all'idea di una possibile ricerca della felicità, e questa alla fine è il tema esplicito del film;della sua scelta che annulla,nega una cultura che ha creato la lista d'attesa(durata quattro anni) per discendere il fiume in kayak.
Le astrazioni spontane si aggrovigliano,durante la visione,e si chiarificano,annullano nella sublime fotografia degli spazi geografici.
E altro tema implicito,la paura,della solitudine. Un sentimento tenuto nascosto,incatenato e controllato attraverso l'incontro e la conoscenza degli altri: la giovane amica,gli amici operai dei lavori occasionali,il veterano in pensione.
Di questa paura nelle ultime sequenze,forse, si manifestano i sintomi.
La regia,in molti momenti, mantiene l'inquadratura quasi ferma sul volto del bravo Emile Hirsch,sottolinea l'ossessività di certi comportamenti,rituali,per portare in primo piano il senso profondo e silenzioso di quel che vediamo. Le splendide musiche di Eddie Vedder arricchiscono le immagini in perfetta sincronia,talvolta svolgono il contenuto,insieme alla voce fuori campo di una sorella abbandonata.
I continui flashback ci mostrano altre immagini,si tratta della memoria di fatti lontani nel tempo: di odio e violenza (psicologica) . Forse si tratta di quelle esclusioni-inclusioni che hanno indotto Christopher a sfuggire al proprio destino.
Il finale ci mostra un corpo alla deriva,forse sotto l'occhio di un dio quasi beffardo e sottile,e forte che affronta la fatalità imprevedibile di un tragico errore.Ma ci rimane impresso l'ultimo sorriso di Christopher,sotto il cielo dell'Alaska,che gli dà il piacere, la gioia, e una felicità così violenta,subitanea, assoluta che non passa...non c'è piu paura,ma "la felicità è reale solo se viene condivisa"....
Buona Visione.
domenica, febbraio 24, 2008
Never let me go
Ieri,nel tardo pomeriggio,stavo aspettando The Bad Lieutenant per l'ora del caffè al Rad Dragon tra le mille luci del Corso. Ho ascoltato i primi brani del nuovo album di Goldfrapp,Seventh Tree,questo momento che viene da un'altra parte,in cui la musica palesa questa dimensione di un altrove,un condensarsi piacevole di strumenti e voce a tratti misterioso ma che apre a una sensibilità quasi istintiva e piena di immagini impressionistiche,e nell'ascolto c'è questa specie di ineliminabile accordo tra note e immagini,ritmo e sensazioni e aumentando il volume cerchiamo di catturare questa cosa che viene da altrove...
L'album del duo inglese è stato registrato nelle campagne,forse è lo stesso bungalow di Felth Mountain,prediligono perdersi nel verde della natura. Mentre ascoltavo, leggevo alcune pagine di Kazuo Ishiguro.
Anche la storia di Kazuo inizia in campagna,un campo avvolto nella nebbia,alla ricerca di un luogo ben preciso.
Kazuo nella descrizione delle cose ci vuole riportare al ricordo di quel posto,dove forse tutto iniziò e dal quale i personaggi fuggono.
Kazuo delinea i particolari,i ricordi superano i primi confini,e arriva il momento di parlare di Hailsham,questo luogo misterioso,e di cui si vuole sapere tutto.
Kazuo racconta di Tommy,in quel pomeriggio di calcio e d'ira al North Playing Field...e Kazuo continua mettendoci alla prova,nella ricostruzione dei primi episodi ricordati dalla giovane Kathy,ma la storia di Hailsham riserva molte altre sorprese...
leggendo Kazuo....
L'album del duo inglese è stato registrato nelle campagne,forse è lo stesso bungalow di Felth Mountain,prediligono perdersi nel verde della natura. Mentre ascoltavo, leggevo alcune pagine di Kazuo Ishiguro.
Anche la storia di Kazuo inizia in campagna,un campo avvolto nella nebbia,alla ricerca di un luogo ben preciso.
Kazuo nella descrizione delle cose ci vuole riportare al ricordo di quel posto,dove forse tutto iniziò e dal quale i personaggi fuggono.
Kazuo delinea i particolari,i ricordi superano i primi confini,e arriva il momento di parlare di Hailsham,questo luogo misterioso,e di cui si vuole sapere tutto.
Kazuo racconta di Tommy,in quel pomeriggio di calcio e d'ira al North Playing Field...e Kazuo continua mettendoci alla prova,nella ricostruzione dei primi episodi ricordati dalla giovane Kathy,ma la storia di Hailsham riserva molte altre sorprese...
leggendo Kazuo....
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